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"Se l'urlo rimanda all'emozione più viva della rabbia, che è al contempo protesta e richiesta, ed è tra le strategie inconsapevoli più efficaci per cooptare gli altri nel subire il dolore, il silenzio del corpo certamente rimanda al tempo bloccato che impedisce la fiducia dell'apertura. E questo blocco spesso trova espressione nell'enigma di tanti sintomi, talvolta organo-specifici tal altra generali (postura, peso, astenia, ipereccitabilità, distraibilità, iperattenzione, etc...). Spesso pensiamo al trauma come infrazione della continuità della vita, ed è corretto farlo. Poi vi è anche il trauma della carenza o del vuoto: qui forse il mutismo del corpo è maggiore."

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