PUBBLICAZIONI

“Amarsi. Amore ama ancora Psiche?”

di Stefano Baratta

Moretti&Vitali

La coppia, così come si è venuta a costituire nei tempi moderni, non serve più per “dare una mano” in famiglia, per avere “manodopera “da mandare a lavorare nei campi, per aumentare la forza lavoro complessiva della famiglia; anzi crescere i figli costa molto denaro, non garantisce più il diritto di ricevere affetto, educazione e cure da entrambi i genitori. Coniugalità e genitorialità vengono messe a dura prova da incomprensioni, rancori, tragedie familiari che spesso sfociano in separazioni e divorzi. Né la coppia può essere più considerata come il luogo ove si sdogana la sessualità: sesso facile ormai se ne trova dappertutto, senza dover nemmeno fare troppi sforzi. La coppia è morta? Esperienze affettive infantili e biografie sentimentali insoddisfacenti, il potere del patriarcato e i sussulti del matriarcato, l’incapacità di elaborare un pensiero complesso e la mancanza di padri sociali, il rancore che l’uomo nutre nei confronti della donna - e viceversa - sin dal Neolitico alfine l’hanno uccisa?Il mondo degli ideali è finito, possiamo sentirne la mancanza, provare nostalgia, essere critici, sfiduciati, perplessi, ma questa è la realtà. In assenza dei vecchi valori è nato un nuovo asse valoriale che va dallo scambio al corpo, passando dalla merce. Il primo valore in assoluto è avere qualcosa da scambiare, più si ha o si può far credere di avere meglio è. Nulla conta se lo si ha veramente o no. L’onestà non è più un valore. La religione è merce. La giustizia è merce. La cultura è merce. Tutto si può vendere o comperare, a tutto si può dare un prezzo, e così, come si può apprezzare, si può anche disprezzare. Per scambiare però bisogna che gli altri sappiano che cosa hai, lo devi poter comunicare e la miglior pubblicità la fanno il corpo e l’ostentazione dell’immagine di se stessi al top di questa scala valoriale: belli e scambisti. Nella società contemporanea vi è ancora posto per un sentimento “vero” o anch’esso è diventato merce di scambio?La coppia che parte dallacuriositas, dal desiderio di conoscenza, passa per la separazione, il dolore, la ferita, la riunione e infine tramite il recupero di un pensiero mitico, di un padre sociale e della coniunctio tra maschile e femminile realizza una nuova entità che è altro ed è di più della semplice unione dei due membri della diade è ancora possibile o è rimasta un ideale utopico?Possiamo lasciare che l’anima si racconti, sfruttando l’abilità innata dell’uomo di vivere tra le immagini della dimensione archetipica della mente, possiamo delegare al pensiero mitico il compito di strutturare modelli nuovi di comportamento, dal sentire all’agire, dall’idea del mito alla realtà delle cose quotidiane, ma non basta, perché? Certamente parte della colpa va data alla perdita di potere e di ruolo dell'uomo dei tempi moderni, alla sua debolezza e incapacità di rinnovarsi, così come a stili di attaccamento affettivo disastrosi, ma nessuno di questi punti, anche se possono facilmente portare all'odio, spiega perché all'omicidio segue molto spesso un suicidio o un suicidio allargato, né da una ragione alla ferita impressa sul corpo della  donna, che è parte non solo concreta, ma anche simbolica di queste orribili azioni, ovviamente al di là del significato estetico, di vilipendio, di sfregio dell'immagine -anche morale - sottesa al gesto.Alla base di un femminicidio/suicidio, che avviene nell'ambito di una coppia - soprattutto quando lei voglia separarsi - non sembra esserci solo l'odio dettato da motivi intuibili, se non comprensibili e rafforzato da tematiche complessuali di tipo abbandonico, ma il ruolo della coppia stessa è fondamentale: il maschio dei tempi moderni, che non abbia saputo evolversi, è inconsciamente devastato da un profondo sentimento di inferiorità che nutre nei confronti della femmina, perso, incapace di darsi un nome e un volto, si regge su un residuo liminare d'identità datogli dall'unione con una donna, quella donna che ora lo sta abbandonando, si ritrova  - privo di tutte le compensazioni eroiche dei secoli precedenti - a essere un nulla, incapace di tracciare anche il minimo segno nel quadro della vita se non uccidere, uccidere non l'altro, il che non avrebbe senso, ma la loro unione, con la folle speranza che quell'ultimo segno, quell'ultima orribile ferita testimoni a rinascita di una impossibile vita. Un noto predicatore scrisse: “No, non c’è praticaccia che tenga: se non guardo in faccia la gente, non riesco a parlare” e Lèvinas fonda parte della sua teoria sullo sguardo del volto dell’altro, ma prima di loro fu Apuleio a porre l’accento allo sguardo di Psiche sul volto di Eros, senza il quale nulla sarebbe accaduto.La presenza del volto è un’ingiunzione a rispondere. L’Io non prende solo coscienza della necessità di tale risposta, come se si trattasse di un obbligo, ma si sente responsabile del dovere di dare voce alle parole dell’etica. L’Io svuotato dal suo imperialismo e del suo egoismo, confermato nella sua ipseità nella sua funzione di supporto dell’altro, si identifica con la moralità. È dunque la relazione con l’atro che può suscitare nella coppia un movimento etico che sconvolge la “buona coscienza dello scambista”, e implica un passo in più rispetto all’usuale intenzionalità: bruciare di un fuoco diverso da quello del bisogno che l’appagamento estingue. La messa in questione della “buona coscienza” fa entrare in un tessuto di relazioni che portano al disvelamento delle false gratificazioni, mentre le soddisfazioni più belle arrivano all’improvviso, quando meno te lo aspetti, in una frase, un pensiero o un gesto qualunque. La potenza di un dono gratuito è così grande che l’emozione derivante è incontrollabile: così grande che una lacrima di commozione passa dagli occhi, ma viene prodotta direttamente dal cuore. (Anton Vanligt). Alle stesse conclusioni - che non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza - sono arrivate alcune coppie che sono rinate, da queste ripartendo. L’elemento mancante - da aggiungere e che non può sostituire quanto detto nei capitoli precedenti - è dunque la necessità di vivere secondo un’etica, la cui prima e imprescindibile regola è quella del darsi all’atro gratuitamente, indipendentemente da ciò che si ha o si può pensare di poter avere di ritorno. Ineccepibile e giusto da un punto di vista morale è aprirsi all’altro. Se dovessi riscrivere questo libro, vorrei che fosse di cento pagine, novantanove di esse dovrebbero essere bianche, sull’ultima pagina poi scriverei: conosco solo una legge d’amore per la coppia, la gratuità.

Stefano Baratta

 

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L' Immaginario della violenza

di Stefano Baratta

Moretti&Vitali

La violenza è un comportamento irrazionale? Un rapimento della coscienza? Il manifestarsi di matrici istintive legate alla volontà di potenza (Adler), alla pulsione di morte (Freud), all’esigenza di soddisfare arcaiche pulsioni (Fenichel), a frustrazioni dell’infanzia (Klein), al principio di piacere (Hartmann)? o è un comportamento in qualche modo “ragionevole”, prospettico e teleologico (Jung)?

Stupro e incesto, matricidio e parricidio, costringere a prostituirsi sono condotte irrazionali, incomprensibili, indecifrabili? Per tutti sono inammissibili e condannabili, per i più sono imperdonabili e anche inaccettabili, la maggior parte di voi non li sopporta, né li tollera. Ovviamente non sono giustificabili! Ma siete proprio certi che non si possano capire, comprendere, afferrare? non possano avere un loro “senso”, una loro “ragione”?

Chi li commette è trattabile solo con psicofarmaci o è destinato alla detenzione? Possiamo comminare tale sentenza a priori? Una condanna inappellabile che di fatto è molto comoda, perché discolpante, sia nei confronti del singolo individuo sia per l’intero gruppo sociale. Di quali interventi psicoterapeutici possiamo invece avvalerci: narrazione analitica, psicodramma, interpretazione dei sogni? E poi c’è il problema della prevenzione… Possiamo ancora far riferimento nelle terapie di chi ha commesso o ha subito violenza alle immagini archetipiche del padre o della madre? o dobbiamo porre maggior attenzione all'archetipo della coppia, inteso come un archetipo a sé e non come il semplice accostarsi delle due figure? In tal modo potremmo esimerci dal colpevolizzare, ad esempio, un uomo sciolto nel suo femminile o una donna in preda al suo Animus ed anche contare che un orfano o un figlio di separati possa confrontarsi con l'immagine archetipica della coppia… Affinché il temenos simbolico non si frantumi è necessario in queste psicoterapie l'incontro col sacro. Tantoché anche il peggior credente manifesta un'innata tendenza ad esso e supponendo pure che non aderisca ad alcuna religione, ne ha psicologicamente bisogno lo stesso, è per lui un sacro/laico.

Stefano Baratta

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In nome della grande madre

Convergenze, dopo i primi quattro quaderni, propone,nel suo quinto, il tema della Grande Madre. 

Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede. ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.

Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo

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I nomi propri dell'ombra

Sono ancora disponibili alcune copie del primo dei quaderni di Convergenze, dedicato alle tematiche proprie dell'Ombra

Ecco indice del volume (costo 15€) 

Per acquistarlo mandate una e-mail con i vostri dati a: info@convergenze.net

"I nomi propri dell'Ombra" 

    1.1 Prefazione di Stefano Baratta
    2.1 Aléxandros [cfr. Pascoli"conviviale"] di Giorgio Luzzi (poeta e saggista)
    2.2 Antigone di Bianca Maria D'Ippolito (filosofo - Napoli)
    2.3 Aschenbach [cfr. Thomas Mann] di Giovanna Frene (poeta)
    2.4 Bartleby [cfr. Melville] di Evelina Somenzi (filosofo)
    2.5 Der Doppelgänger [cfr. Schubert] di Giovanni Guanti (compositore)
    2.6 Don Giovanni di Giorgio Taborelli (storico del costume)
    2.7 Douve [cfr. Bonnefoy] di Francesco Marotta (poeta)
    2.8 Edipo di Daniele Ribola (psicanalista)
    2.9 Ermete-Zeno [cfr. Svevo] di Gilberto Isella (saggista - Lugano)
    2.10 Felice [cfr. Kafka] di Rubina Giorgi (docente di estetica - Salerno)
    2.11 Godot [cfr. Aspettando Godot] di Giacomo Bergamini (poeta)
    2.12 Guernica [cfr. Picasso] di Stefano Baratta (psichiatra e psicoterapeuta)
    2.13 Hanta [cfr. Una solitudine troppo rumorosa, B. Hrabal] di Stefano Guglielmin (saggista)
    2.14 Heathcliff [cfr. Cime Tempestose] di Tiziano Salari (saggista e poeta)
    2.15 Kabul di Cristina Faccincani (psichiatra e psicoterapeuta)
    2.16 Kurtz [cfr. Coppola] di Cinzia Bigliosi (filosofo)
    2.17 L'uomo del sottosuolo [cfr. Dostoevskij] di Ida Travi (poeta)
    2.18 La donna senz'ombra [cfr. Hofmannsthal] di Gio Ferri (poeta testuale)
    2.19 Laio, il padre di Rino Mele (docente di filosofia)
    2.20 Moosbrugger [cfr. Musil] di Fabio Pusterla (poeta e traduttore)
    2.21 Narciso di Gabriele Pulli (docente di psicanalisi - Salerno)
    2.22 Paolo Uccello di Sirio Tommasoli (fotografo e saggista)
    2.23 Peter Pan di Franco Buffoni (docente di lingue comparate)
    2.24 Pollock di Silvia Ferrari (storico dell'arte - docente a Pavia)
    2.25 San Giorgio e il drago [cfr. Cosmé Tura] di Giuliano Corti (scrittore)
    2.26 Saturno di Grazia Marchianò (docente di estetica)
    2.27 Schlemihl [cfr. Adalbert von Chamisso] di Gillo Dorfles (docente di estetica)
    2.28 Tiresia di Cesare Milanese (narratore)
    2.29 Ulrica [cfr. Borges] di Flavio Ermini (poeta)
    2.30 Zarathustra di Peter Carravetta (docente di comparative literature - New York)
    2.31 Zeno [cfr. Svevo] di Maria Bassi (psichiatra e psicoterapeuta)
    2.32 304 [cfr. Tractatus logico-filosoficus] di Marco Furia (poeta)
    2.33 8 x 0 di Daniela Cabrini (docente di matematica)
    2.34 ? (_) di Gaetano Coeli (matematico e saggista)
    3.1 Postfazione di Flavio Ermini

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I nomi della Trasformazione

Anche questo volume si avvale come i precedenti di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Trasformazione. Il tema della trasformazione percorre tutta l'opera di Jung, tanto da divenirne evidente e irreversibile segnale di rottura con Freud in occasione della pubblicazione dei "Simboli della trasformazione". La psicologia analitica di Jung è una vera e propria psicologia della Trasformazione, che riesce a superare la dicotomia tra pulsione di vita e pulsione di morte nel processo di individuazione.

"I nomi della Trasformazione"       

Prefazione di Stefano Baratta
 

  1.  Paolo Guzzi (poeta, critico, francesista). Achab
  2.  Cesare Milanese (scrittore e saggista). Achille
  3.  Claudio Cerritelli (critico d'arte). Acrobata
  4.  Giancarlo Calzolari (Lettore d'arte). Albero
  5.  Silvia Ferrari (docente di Storia dell'Arte). Albertina
  6.  Maria Angela Bedini (docente Università Politecnica marche). Alice
  7.  Jacopo Ricciardi (scrittore). Babele
  8.  Stefano Baratta (psichiatra e Psicoterapeuta)Blade Runner
  9.  Giorgio Taborelli (scrittore e storico). Cesare e Augusto
  10.  Daniele Maria Pregorari (Filologo) Commedia
  11.  Sandro Sproccati (docente Accademia Belle Arti Bologna). Don Chisciotte
  12.  Diego Frigoli (Psichiatra e Psicoterapeuta) Ecobiopsicologia
  13.  Stefano Guglielmin (poeta). Famiglia efebica
  14.  Sirio Tommasoli (Artista) Fotografia
  15.  Tiziano Salari. (Poeta e saggista) Fratello e sorella.
  16.  Valerio Magrelli (Docente lett. francese Un. Cassino). Giacometti
  17.  Alessandro Agostinelli (scrittore e giornalista). Giochi perduti
  18.  Cludio Iozzo (docente letteratura italiana e grafologo)Hyde
  19.  Lella Ravasi Bellocchio (psicanalista e scrittrice). Ninfa e betulla
  20.  Flavio Ermini (poeta e saggista). Paretaio
  21.  Nanni Cagnone (poeta, narratore commediografo). Perfezione
  22.  Carlo Stroppa (psicoterapeuta e psicanalista) Porta
  23.  Luca Cesari (Prof. psichiatria Un. Basilicata). Quaternità
  24.  Marco Garzonio (psicologo analista, psicoterapeuta) Sabbia
  25.  Clemens-Carl Haerle (docente lingua e letteratura tedesca Un. Siena). Samsa
  26.  Gillo Dorfles (Ordinario di Estetica Un.Milano) Sigillo
  27.  Mauro Maldonato (Prof. Psichiatria Un. Basilicata).Silenzio
  28.  Marco Ercolani(Psichiatra e narratore) Sogni di trasformazione
  29.  Christian Gaillard (docente psicanalisi dell'arte). Tavolozza
  30.  Loredano Matteo Lorenzetti (pedagogista, psicologo architetto) Uomo bionico
  31.  Cristina Faccincani (psichiatra e psicoterapeuta). Voce, linguaggio Postfazione di Flavio Ermini
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 I nomi comuni dell'Anima

Il secondo volume dei Quaderni di convergenze è dedicato a "I nomi comuni dell'Anima": anche questo volume, così come il precedente dedicato a: I nomi propri dell'Ombra, è frutto di una vastissima collaborazione interdisciplinare. Abbiamo affidato il compito di dare vita a questa raccolta di brevi saggi a studiosi provenienti dai vari campi del sapere, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Anima. Anche quest'ultima però non si è sottratta al suo compito e, da buon complesso autonomo quale è, ha farcito i testi dei suoi aggettivi e delle sue immagini; facendo rivivere in alcune parti la tensione e la numinosità, l'ampiezza di vedute e la contraddittorietà, della sua matrice archetipica.                       

"I nomi comuni dell'Anima"

    1.1 Prefazione di Stefano Baratta
    2.1 Æthera di Stefano Baratta (psichiatra e psicoterapeuta)
    2.2 Alterità di Giuseppe Mininni (docente di psicologia della comunicazione)
    2.3 Amore di Tiziano Salari (saggista e poeta)
    2.4 animacorpo di Alfonso Cariolato (filosofo e traduttore)
    2.5 Animella di Enrico Annoscia (docente di paleontologia applicata)
    2.6 Attenzione di Roberta De Monticelli (docente di filosofia della persona)
    2.7 Conoscenza di Eugenio Borgna (psichiatra)
    2.8 Divisione di François Bruzzo (docente di letteratura francese e regista teatrale)
    2.9 Emergenza di Lucio Saviani (filosofo e scrittore, docente di storia della filosofia)
    2.10 Eros di Romano Gasparotti (filosofo e saggista)
    2.11 Farfalla di Enrica Salvaneschi - Silvio Endrighi (poeta e scrittrice/coautore e collaboratore di E.Salvaneschi)
    2.12 Illusione di Dario Maggi (compositore)
    2.13 Infelicità di Flavio Ermini (poeta)
    2.14 Luce di Giovanni Iudica (saggista, docente di diritto privato)
    2.15 Memoria di Vittorio Sgarbi (critico e storico dell'arte)
    2.16 Migrazioni dell'anima di Alberto Castoldi (francesista, rettore dell'università di Bergamo)
    2.17 Narrazione di Augusto Romano (psicoanalista)
    2.18 Nostalgia di Antonio Prete (critico e scrittore)
    2.19 Partita doppia di Gloria Zanardo - Cristina Faccincani (docente di letteratura italiana/psichiatra e psicoterapeuta)
    2.20 Perdita di Antonella Anedda (scrittrice)
    2.21Piccole percezioni di Clemens-Carl Härle (docente di letteratura tedesca)
    2.22 Poesia di Carla Stroppa (psicoterapeuta e psicoanalista)
    2.23 Preghiera senza Dio di Ida Travi (poeta)
    2.24Sogno di Italo Zannier (storico della fotografia)
    2.25 Sonno di Carla De Bellis (italianista)
    2.26 Spirito di Giorgio Taborelli (storico del costume)
    2.27 Superficie di Mauro Maldonato (psichiatra e saggista)
    2.28 Trasalimento di Paolo Aita (autore di racconti e versi)
    2.29 Trascendenza di Massimo Donà (filosofo)
    2.30 Trasformazione di Maria Bassi (psichiatra e psicoterapeuta)
    2.31 Vuoto di Gillo Dorfles (docente di estetica)
    3.1 Postfazione di Flavio Ermini

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 I nomi della Sincronicità

Anche questo volume, così come i precedenti dedicati a I nomi comuni dell'Anima e I nomi della trasformazione, si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di sincronicità.

Jung ideò un nuovo principio che affianca e completa quelli già esistenti di tempo, spazio e causalità. Lo definì sincronicità e solo per fare qualche esempio, tra gli eventi sincronicistici comprese: intuizioni, fantasie, visioni, precognizioni, sogni veridici, profezie..

La definizione si basa sulla contemporaneità psicologica che caratterizza questo fenomeno; giacche se si trattasse solamente di contemporaneità fisica sarebbero stati sufficienti vocaboli già in uso, come sincronia o sincronismo.

 

Sommario

  • AUTOS di Enrico Castelli Gattinara (insegnante di lettere e docente di filosofia dell scienza all'università di Roma1 e all'EHESS di Parigi)
  • CADUCITA' di Lucetta Frisa (poeta, traduttrice e scrittrice)
  • CALLIPOLIS di Bianca Maria d'Ippolito (ordinario di filosofia morale alla facoltà di lettere dell'Università di Salerno)
  • CON-PRESENZA di Camilla Miglio (insegna lingua e letteratura tedesca e teoria e storia della traduzione alla facoltà di Lettere e Filosofia dell' "Orientali di Napoli")
  • COSA-CAUSA-DI SE' di Sirio Tommasoli (artista, impegnato nella ricerca visiva nell'ambito della fotografia e video-art)
  • DIACRONICITA' di Peter Carravetta (poeta e filosofo è professore di Italiano e di Lettere comparata alla City University of New York)
  • DIONISO di Susanna Mati (dottore di ricerca in Estetica)
  • DOLCA SLATAPER di Stefano Baratta (psichiatra psicoterapeuta)
  • DUE IN UNO di Filippo Fimiani (insegna poetica e retorica all'Università di Salerno)
  • ESEMPIO di Federico Ferrari (docente di fenomenologia delle arti contemporanee presso l'Accademia di Brera)
  • ESISTENZA di Sergio A. Dagradi (docente di filosofia nei licei, dottorando di Filosofia del diritto presso l'università Bicocca di milano)
  • FANCIULLO SALVATORE di Matteo Vercesi (dottorando di ricerca in Italianistica e Filologia classico-medioevale)
  • FIORI GIALLI di Cristina Faccincani (psichiatra)
  • HESSE di Giovanni Guanti (didatta, saggista e conferenziere, insegna Musicologia e storia della musica all'Università di Roma 3)
  • ICONE DEL TEMPO ALL'INVERSO di Lucio Saviani (filosofo e saggista, insegna storia della filosofia e Fondamenti di scienze umane all'Università "La Sapienza di Roma")
  • IMMAGINE E ANIMA di Giancarlo Lacchin (assegnista di ricerca presso l'Università di Milano, collabora con la cattedra di Estetica)
  • ITALIANA COMMEDIA di Gianni d'Elia (poeta)
  • LIMBO di Gio Ferri (poeta, poeta visivo, critico d'arte e letteratura)
  • LUCIO-ASINO di Rubina Giorgi (scrittrice)
  • MONDO di Tiziano Salari (poeta e saggista)
  • MORTE E TEMPO di Romano Gasparotti (filosofo, insegna all'Accademia delle Belle Arti di Brera)
  • NUMERO NATURALE di Stefano Carta (psicologo analitico, professore di Psicologia dinamica presso l'Università di Cagliari)
  • OCCHIO di Marco Mazzi (saggista)
  • ORACOLO di Andrea Vestrucci (collabora con le cattedre di Storia e filosofia e di Filosofia morale presso l'Università di Milano)
  • PARADOSSO di Salvatore Ritrovato (si occupa di letteratura italiana moderna e contemporanea e collabora a varie riviste)
  • PRINCIPIO di Stefano Guglielmin (poeta e saggista)
  • QUADRATURA di Mario Perniola (professore di Estetica all'Università di Roma Tor Vergata)
  • RISVEGLIO di Grazia Marchianò (orientalista, estetologa, scrittrice, curatrice e interprete dell'Opera di Elemire Zolla)
  • SINCRONICITA' IRANICHE di Ezio Albrile (storico delle religioni)
  • SOGNO di Lorenzo Brutti (psicologo e antropologo)
  • SONNO di Flavio Ermini (poeta e saggista)
  • STORIA di Giovanni Gocci (psicologo analitico.Docente presso l'Università di Siena, Arezzo e Urbino)
  • TELETRASPORTO di Lanfranco Belloni (ricercatore confermato di Fisica all'Università di Milano)
  • VACUITA' di Giulia Niccolai (poetessa e scrittrice)
  • VINCENT di Marco Zulberti (critico e poeta)

 

POSTFAZIONE di Flavio Ermini

 

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  • “Amarsi. Amore ama ancora Psiche?”

    di Stefano Baratta

    Moretti&Vitali

  • “Amarsi. Amore ama ancora Psiche?”

    di Stefano Baratta

    Moretti&Vitali

    La coppia, così come si è venuta a costituire nei tempi moderni, non serve più per “dare una mano” in famiglia, per avere “manodopera “da mandare a lavorare nei campi, per aumentare la forza lavoro complessiva della famiglia; anzi crescere i figli costa molto denaro, non garantisce più il diritto di ricevere affetto, educazione e cure da entrambi i genitori. Coniugalità e genitorialità vengono messe a dura prova da incomprensioni, rancori, tragedie familiari che spesso sfociano in separazioni e divorzi. Né la coppia può essere più considerata come il luogo ove si sdogana la sessualità: sesso facile ormai se ne trova dappertutto, senza dover nemmeno fare troppi sforzi. La coppia è morta? Esperienze affettive infantili e biografie sentimentali insoddisfacenti, il potere del patriarcato e i sussulti del matriarcato, l’incapacità di elaborare un pensiero complesso e la mancanza di padri sociali, il rancore che l’uomo nutre nei confronti della donna - e viceversa - sin dal Neolitico alfine l’hanno uccisa?Il mondo degli ideali è finito, possiamo sentirne la mancanza, provare nostalgia, essere critici, sfiduciati, perplessi, ma questa è la realtà. In assenza dei vecchi valori è nato un nuovo asse valoriale che va dallo scambio al corpo, passando dalla merce. Il primo valore in assoluto è avere qualcosa da scambiare, più si ha o si può far credere di avere meglio è. Nulla conta se lo si ha veramente o no. L’onestà non è più un valore. La religione è merce. La giustizia è merce. La cultura è merce. Tutto si può vendere o comperare, a tutto si può dare un prezzo, e così, come si può apprezzare, si può anche disprezzare. Per scambiare però bisogna che gli altri sappiano che cosa hai, lo devi poter comunicare e la miglior pubblicità la fanno il corpo e l’ostentazione dell’immagine di se stessi al top di questa scala valoriale: belli e scambisti. Nella società contemporanea vi è ancora posto per un sentimento “vero” o anch’esso è diventato merce di scambio?La coppia che parte dallacuriositas, dal desiderio di conoscenza, passa per la separazione, il dolore, la ferita, la riunione e infine tramite il recupero di un pensiero mitico, di un padre sociale e della coniunctio tra maschile e femminile realizza una nuova entità che è altro ed è di più della semplice unione dei due membri della diade è ancora possibile o è rimasta un ideale utopico?Possiamo lasciare che l’anima si racconti, sfruttando l’abilità innata dell’uomo di vivere tra le immagini della dimensione archetipica della mente, possiamo delegare al pensiero mitico il compito di strutturare modelli nuovi di comportamento, dal sentire all’agire, dall’idea del mito alla realtà delle cose quotidiane, ma non basta, perché? Certamente parte della colpa va data alla perdita di potere e di ruolo dell'uomo dei tempi moderni, alla sua debolezza e incapacità di rinnovarsi, così come a stili di attaccamento affettivo disastrosi, ma nessuno di questi punti, anche se possono facilmente portare all'odio, spiega perché all'omicidio segue molto spesso un suicidio o un suicidio allargato, né da una ragione alla ferita impressa sul corpo della  donna, che è parte non solo concreta, ma anche simbolica di queste orribili azioni, ovviamente al di là del significato estetico, di vilipendio, di sfregio dell'immagine -anche morale - sottesa al gesto.Alla base di un femminicidio/suicidio, che avviene nell'ambito di una coppia - soprattutto quando lei voglia separarsi - non sembra esserci solo l'odio dettato da motivi intuibili, se non comprensibili e rafforzato da tematiche complessuali di tipo abbandonico, ma il ruolo della coppia stessa è fondamentale: il maschio dei tempi moderni, che non abbia saputo evolversi, è inconsciamente devastato da un profondo sentimento di inferiorità che nutre nei confronti della femmina, perso, incapace di darsi un nome e un volto, si regge su un residuo liminare d'identità datogli dall'unione con una donna, quella donna che ora lo sta abbandonando, si ritrova  - privo di tutte le compensazioni eroiche dei secoli precedenti - a essere un nulla, incapace di tracciare anche il minimo segno nel quadro della vita se non uccidere, uccidere non l'altro, il che non avrebbe senso, ma la loro unione, con la folle speranza che quell'ultimo segno, quell'ultima orribile ferita testimoni a rinascita di una impossibile vita. Un noto predicatore scrisse: “No, non c’è praticaccia che tenga: se non guardo in faccia la gente, non riesco a parlare” e Lèvinas fonda parte della sua teoria sullo sguardo del volto dell’altro, ma prima di loro fu Apuleio a porre l’accento allo sguardo di Psiche sul volto di Eros, senza il quale nulla sarebbe accaduto.La presenza del volto è un’ingiunzione a rispondere. L’Io non prende solo coscienza della necessità di tale risposta, come se si trattasse di un obbligo, ma si sente responsabile del dovere di dare voce alle parole dell’etica. L’Io svuotato dal suo imperialismo e del suo egoismo, confermato nella sua ipseità nella sua funzione di supporto dell’altro, si identifica con la moralità. È dunque la relazione con l’atro che può suscitare nella coppia un movimento etico che sconvolge la “buona coscienza dello scambista”, e implica un passo in più rispetto all’usuale intenzionalità: bruciare di un fuoco diverso da quello del bisogno che l’appagamento estingue. La messa in questione della “buona coscienza” fa entrare in un tessuto di relazioni che portano al disvelamento delle false gratificazioni, mentre le soddisfazioni più belle arrivano all’improvviso, quando meno te lo aspetti, in una frase, un pensiero o un gesto qualunque. La potenza di un dono gratuito è così grande che l’emozione derivante è incontrollabile: così grande che una lacrima di commozione passa dagli occhi, ma viene prodotta direttamente dal cuore. (Anton Vanligt). Alle stesse conclusioni - che non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza - sono arrivate alcune coppie che sono rinate, da queste ripartendo. L’elemento mancante - da aggiungere e che non può sostituire quanto detto nei capitoli precedenti - è dunque la necessità di vivere secondo un’etica, la cui prima e imprescindibile regola è quella del darsi all’atro gratuitamente, indipendentemente da ciò che si ha o si può pensare di poter avere di ritorno. Ineccepibile e giusto da un punto di vista morale è aprirsi all’altro. Se dovessi riscrivere questo libro, vorrei che fosse di cento pagine, novantanove di esse dovrebbero essere bianche, sull’ultima pagina poi scriverei: conosco solo una legge d’amore per la coppia, la gratuità.

    Stefano Baratta

     

  • L' Immaginario della violenza

    di Stefano Baratta

    Moretti&Vitali

  • L' Immaginario della violenza

    di Stefano Baratta

    Moretti&Vitali

    La violenza è un comportamento irrazionale? Un rapimento della coscienza? Il manifestarsi di matrici istintive legate alla volontà di potenza (Adler), alla pulsione di morte (Freud), all’esigenza di soddisfare arcaiche pulsioni (Fenichel), a frustrazioni dell’infanzia (Klein), al principio di piacere (Hartmann)? o è un comportamento in qualche modo “ragionevole”, prospettico e teleologico (Jung)?

    Stupro e incesto, matricidio e parricidio, costringere a prostituirsi sono condotte irrazionali, incomprensibili, indecifrabili? Per tutti sono inammissibili e condannabili, per i più sono imperdonabili e anche inaccettabili, la maggior parte di voi non li sopporta, né li tollera. Ovviamente non sono giustificabili! Ma siete proprio certi che non si possano capire, comprendere, afferrare? non possano avere un loro “senso”, una loro “ragione”?

    Chi li commette è trattabile solo con psicofarmaci o è destinato alla detenzione? Possiamo comminare tale sentenza a priori? Una condanna inappellabile che di fatto è molto comoda, perché discolpante, sia nei confronti del singolo individuo sia per l’intero gruppo sociale. Di quali interventi psicoterapeutici possiamo invece avvalerci: narrazione analitica, psicodramma, interpretazione dei sogni? E poi c’è il problema della prevenzione… Possiamo ancora far riferimento nelle terapie di chi ha commesso o ha subito violenza alle immagini archetipiche del padre o della madre? o dobbiamo porre maggior attenzione all'archetipo della coppia, inteso come un archetipo a sé e non come il semplice accostarsi delle due figure? In tal modo potremmo esimerci dal colpevolizzare, ad esempio, un uomo sciolto nel suo femminile o una donna in preda al suo Animus ed anche contare che un orfano o un figlio di separati possa confrontarsi con l'immagine archetipica della coppia… Affinché il temenos simbolico non si frantumi è necessario in queste psicoterapie l'incontro col sacro. Tantoché anche il peggior credente manifesta un'innata tendenza ad esso e supponendo pure che non aderisca ad alcuna religione, ne ha psicologicamente bisogno lo stesso, è per lui un sacro/laico.

    Stefano Baratta

  • In nome della grande madre

  • In nome della grande madre

    Convergenze, dopo i primi quattro quaderni, propone,nel suo quinto, il tema della Grande Madre. 

    Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede. ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi.

    Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo

  • I nomi propri dell'ombra

  • I nomi propri dell'ombra

    Sono ancora disponibili alcune copie del primo dei quaderni di Convergenze, dedicato alle tematiche proprie dell'Ombra

    Ecco indice del volume (costo 15€) 

    Per acquistarlo mandate una e-mail con i vostri dati a: info@convergenze.net

    "I nomi propri dell'Ombra" 

        1.1 Prefazione di Stefano Baratta
        2.1 Aléxandros [cfr. Pascoli"conviviale"] di Giorgio Luzzi (poeta e saggista)
        2.2 Antigone di Bianca Maria D'Ippolito (filosofo - Napoli)
        2.3 Aschenbach [cfr. Thomas Mann] di Giovanna Frene (poeta)
        2.4 Bartleby [cfr. Melville] di Evelina Somenzi (filosofo)
        2.5 Der Doppelgänger [cfr. Schubert] di Giovanni Guanti (compositore)
        2.6 Don Giovanni di Giorgio Taborelli (storico del costume)
        2.7 Douve [cfr. Bonnefoy] di Francesco Marotta (poeta)
        2.8 Edipo di Daniele Ribola (psicanalista)
        2.9 Ermete-Zeno [cfr. Svevo] di Gilberto Isella (saggista - Lugano)
        2.10 Felice [cfr. Kafka] di Rubina Giorgi (docente di estetica - Salerno)
        2.11 Godot [cfr. Aspettando Godot] di Giacomo Bergamini (poeta)
        2.12 Guernica [cfr. Picasso] di Stefano Baratta (psichiatra e psicoterapeuta)
        2.13 Hanta [cfr. Una solitudine troppo rumorosa, B. Hrabal] di Stefano Guglielmin (saggista)
        2.14 Heathcliff [cfr. Cime Tempestose] di Tiziano Salari (saggista e poeta)
        2.15 Kabul di Cristina Faccincani (psichiatra e psicoterapeuta)
        2.16 Kurtz [cfr. Coppola] di Cinzia Bigliosi (filosofo)
        2.17 L'uomo del sottosuolo [cfr. Dostoevskij] di Ida Travi (poeta)
        2.18 La donna senz'ombra [cfr. Hofmannsthal] di Gio Ferri (poeta testuale)
        2.19 Laio, il padre di Rino Mele (docente di filosofia)
        2.20 Moosbrugger [cfr. Musil] di Fabio Pusterla (poeta e traduttore)
        2.21 Narciso di Gabriele Pulli (docente di psicanalisi - Salerno)
        2.22 Paolo Uccello di Sirio Tommasoli (fotografo e saggista)
        2.23 Peter Pan di Franco Buffoni (docente di lingue comparate)
        2.24 Pollock di Silvia Ferrari (storico dell'arte - docente a Pavia)
        2.25 San Giorgio e il drago [cfr. Cosmé Tura] di Giuliano Corti (scrittore)
        2.26 Saturno di Grazia Marchianò (docente di estetica)
        2.27 Schlemihl [cfr. Adalbert von Chamisso] di Gillo Dorfles (docente di estetica)
        2.28 Tiresia di Cesare Milanese (narratore)
        2.29 Ulrica [cfr. Borges] di Flavio Ermini (poeta)
        2.30 Zarathustra di Peter Carravetta (docente di comparative literature - New York)
        2.31 Zeno [cfr. Svevo] di Maria Bassi (psichiatra e psicoterapeuta)
        2.32 304 [cfr. Tractatus logico-filosoficus] di Marco Furia (poeta)
        2.33 8 x 0 di Daniela Cabrini (docente di matematica)
        2.34 ? (_) di Gaetano Coeli (matematico e saggista)
        3.1 Postfazione di Flavio Ermini

  • I nomi della Trasformazione

  • I nomi della Trasformazione

    Anche questo volume si avvale come i precedenti di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Trasformazione. Il tema della trasformazione percorre tutta l'opera di Jung, tanto da divenirne evidente e irreversibile segnale di rottura con Freud in occasione della pubblicazione dei "Simboli della trasformazione". La psicologia analitica di Jung è una vera e propria psicologia della Trasformazione, che riesce a superare la dicotomia tra pulsione di vita e pulsione di morte nel processo di individuazione.

    "I nomi della Trasformazione"       

    Prefazione di Stefano Baratta
     

    1.  Paolo Guzzi (poeta, critico, francesista). Achab
    2.  Cesare Milanese (scrittore e saggista). Achille
    3.  Claudio Cerritelli (critico d'arte). Acrobata
    4.  Giancarlo Calzolari (Lettore d'arte). Albero
    5.  Silvia Ferrari (docente di Storia dell'Arte). Albertina
    6.  Maria Angela Bedini (docente Università Politecnica marche). Alice
    7.  Jacopo Ricciardi (scrittore). Babele
    8.  Stefano Baratta (psichiatra e Psicoterapeuta)Blade Runner
    9.  Giorgio Taborelli (scrittore e storico). Cesare e Augusto
    10.  Daniele Maria Pregorari (Filologo) Commedia
    11.  Sandro Sproccati (docente Accademia Belle Arti Bologna). Don Chisciotte
    12.  Diego Frigoli (Psichiatra e Psicoterapeuta) Ecobiopsicologia
    13.  Stefano Guglielmin (poeta). Famiglia efebica
    14.  Sirio Tommasoli (Artista) Fotografia
    15.  Tiziano Salari. (Poeta e saggista) Fratello e sorella.
    16.  Valerio Magrelli (Docente lett. francese Un. Cassino). Giacometti
    17.  Alessandro Agostinelli (scrittore e giornalista). Giochi perduti
    18.  Cludio Iozzo (docente letteratura italiana e grafologo)Hyde
    19.  Lella Ravasi Bellocchio (psicanalista e scrittrice). Ninfa e betulla
    20.  Flavio Ermini (poeta e saggista). Paretaio
    21.  Nanni Cagnone (poeta, narratore commediografo). Perfezione
    22.  Carlo Stroppa (psicoterapeuta e psicanalista) Porta
    23.  Luca Cesari (Prof. psichiatria Un. Basilicata). Quaternità
    24.  Marco Garzonio (psicologo analista, psicoterapeuta) Sabbia
    25.  Clemens-Carl Haerle (docente lingua e letteratura tedesca Un. Siena). Samsa
    26.  Gillo Dorfles (Ordinario di Estetica Un.Milano) Sigillo
    27.  Mauro Maldonato (Prof. Psichiatria Un. Basilicata).Silenzio
    28.  Marco Ercolani(Psichiatra e narratore) Sogni di trasformazione
    29.  Christian Gaillard (docente psicanalisi dell'arte). Tavolozza
    30.  Loredano Matteo Lorenzetti (pedagogista, psicologo architetto) Uomo bionico
    31.  Cristina Faccincani (psichiatra e psicoterapeuta). Voce, linguaggio Postfazione di Flavio Ermini
  •  I nomi comuni dell'Anima

  •  I nomi comuni dell'Anima

    Il secondo volume dei Quaderni di convergenze è dedicato a "I nomi comuni dell'Anima": anche questo volume, così come il precedente dedicato a: I nomi propri dell'Ombra, è frutto di una vastissima collaborazione interdisciplinare. Abbiamo affidato il compito di dare vita a questa raccolta di brevi saggi a studiosi provenienti dai vari campi del sapere, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Anima. Anche quest'ultima però non si è sottratta al suo compito e, da buon complesso autonomo quale è, ha farcito i testi dei suoi aggettivi e delle sue immagini; facendo rivivere in alcune parti la tensione e la numinosità, l'ampiezza di vedute e la contraddittorietà, della sua matrice archetipica.                       

    "I nomi comuni dell'Anima"

        1.1 Prefazione di Stefano Baratta
        2.1 Æthera di Stefano Baratta (psichiatra e psicoterapeuta)
        2.2 Alterità di Giuseppe Mininni (docente di psicologia della comunicazione)
        2.3 Amore di Tiziano Salari (saggista e poeta)
        2.4 animacorpo di Alfonso Cariolato (filosofo e traduttore)
        2.5 Animella di Enrico Annoscia (docente di paleontologia applicata)
        2.6 Attenzione di Roberta De Monticelli (docente di filosofia della persona)
        2.7 Conoscenza di Eugenio Borgna (psichiatra)
        2.8 Divisione di François Bruzzo (docente di letteratura francese e regista teatrale)
        2.9 Emergenza di Lucio Saviani (filosofo e scrittore, docente di storia della filosofia)
        2.10 Eros di Romano Gasparotti (filosofo e saggista)
        2.11 Farfalla di Enrica Salvaneschi - Silvio Endrighi (poeta e scrittrice/coautore e collaboratore di E.Salvaneschi)
        2.12 Illusione di Dario Maggi (compositore)
        2.13 Infelicità di Flavio Ermini (poeta)
        2.14 Luce di Giovanni Iudica (saggista, docente di diritto privato)
        2.15 Memoria di Vittorio Sgarbi (critico e storico dell'arte)
        2.16 Migrazioni dell'anima di Alberto Castoldi (francesista, rettore dell'università di Bergamo)
        2.17 Narrazione di Augusto Romano (psicoanalista)
        2.18 Nostalgia di Antonio Prete (critico e scrittore)
        2.19 Partita doppia di Gloria Zanardo - Cristina Faccincani (docente di letteratura italiana/psichiatra e psicoterapeuta)
        2.20 Perdita di Antonella Anedda (scrittrice)
        2.21Piccole percezioni di Clemens-Carl Härle (docente di letteratura tedesca)
        2.22 Poesia di Carla Stroppa (psicoterapeuta e psicoanalista)
        2.23 Preghiera senza Dio di Ida Travi (poeta)
        2.24Sogno di Italo Zannier (storico della fotografia)
        2.25 Sonno di Carla De Bellis (italianista)
        2.26 Spirito di Giorgio Taborelli (storico del costume)
        2.27 Superficie di Mauro Maldonato (psichiatra e saggista)
        2.28 Trasalimento di Paolo Aita (autore di racconti e versi)
        2.29 Trascendenza di Massimo Donà (filosofo)
        2.30 Trasformazione di Maria Bassi (psichiatra e psicoterapeuta)
        2.31 Vuoto di Gillo Dorfles (docente di estetica)
        3.1 Postfazione di Flavio Ermini

  •  I nomi della Sincronicità

  •  I nomi della Sincronicità

    Anche questo volume, così come i precedenti dedicati a I nomi comuni dell'Anima e I nomi della trasformazione, si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di sincronicità.

    Jung ideò un nuovo principio che affianca e completa quelli già esistenti di tempo, spazio e causalità. Lo definì sincronicità e solo per fare qualche esempio, tra gli eventi sincronicistici comprese: intuizioni, fantasie, visioni, precognizioni, sogni veridici, profezie..

    La definizione si basa sulla contemporaneità psicologica che caratterizza questo fenomeno; giacche se si trattasse solamente di contemporaneità fisica sarebbero stati sufficienti vocaboli già in uso, come sincronia o sincronismo.

     

    Sommario

    • AUTOS di Enrico Castelli Gattinara (insegnante di lettere e docente di filosofia dell scienza all'università di Roma1 e all'EHESS di Parigi)
    • CADUCITA' di Lucetta Frisa (poeta, traduttrice e scrittrice)
    • CALLIPOLIS di Bianca Maria d'Ippolito (ordinario di filosofia morale alla facoltà di lettere dell'Università di Salerno)
    • CON-PRESENZA di Camilla Miglio (insegna lingua e letteratura tedesca e teoria e storia della traduzione alla facoltà di Lettere e Filosofia dell' "Orientali di Napoli")
    • COSA-CAUSA-DI SE' di Sirio Tommasoli (artista, impegnato nella ricerca visiva nell'ambito della fotografia e video-art)
    • DIACRONICITA' di Peter Carravetta (poeta e filosofo è professore di Italiano e di Lettere comparata alla City University of New York)
    • DIONISO di Susanna Mati (dottore di ricerca in Estetica)
    • DOLCA SLATAPER di Stefano Baratta (psichiatra psicoterapeuta)
    • DUE IN UNO di Filippo Fimiani (insegna poetica e retorica all'Università di Salerno)
    • ESEMPIO di Federico Ferrari (docente di fenomenologia delle arti contemporanee presso l'Accademia di Brera)
    • ESISTENZA di Sergio A. Dagradi (docente di filosofia nei licei, dottorando di Filosofia del diritto presso l'università Bicocca di milano)
    • FANCIULLO SALVATORE di Matteo Vercesi (dottorando di ricerca in Italianistica e Filologia classico-medioevale)
    • FIORI GIALLI di Cristina Faccincani (psichiatra)
    • HESSE di Giovanni Guanti (didatta, saggista e conferenziere, insegna Musicologia e storia della musica all'Università di Roma 3)
    • ICONE DEL TEMPO ALL'INVERSO di Lucio Saviani (filosofo e saggista, insegna storia della filosofia e Fondamenti di scienze umane all'Università "La Sapienza di Roma")
    • IMMAGINE E ANIMA di Giancarlo Lacchin (assegnista di ricerca presso l'Università di Milano, collabora con la cattedra di Estetica)
    • ITALIANA COMMEDIA di Gianni d'Elia (poeta)
    • LIMBO di Gio Ferri (poeta, poeta visivo, critico d'arte e letteratura)
    • LUCIO-ASINO di Rubina Giorgi (scrittrice)
    • MONDO di Tiziano Salari (poeta e saggista)
    • MORTE E TEMPO di Romano Gasparotti (filosofo, insegna all'Accademia delle Belle Arti di Brera)
    • NUMERO NATURALE di Stefano Carta (psicologo analitico, professore di Psicologia dinamica presso l'Università di Cagliari)
    • OCCHIO di Marco Mazzi (saggista)
    • ORACOLO di Andrea Vestrucci (collabora con le cattedre di Storia e filosofia e di Filosofia morale presso l'Università di Milano)
    • PARADOSSO di Salvatore Ritrovato (si occupa di letteratura italiana moderna e contemporanea e collabora a varie riviste)
    • PRINCIPIO di Stefano Guglielmin (poeta e saggista)
    • QUADRATURA di Mario Perniola (professore di Estetica all'Università di Roma Tor Vergata)
    • RISVEGLIO di Grazia Marchianò (orientalista, estetologa, scrittrice, curatrice e interprete dell'Opera di Elemire Zolla)
    • SINCRONICITA' IRANICHE di Ezio Albrile (storico delle religioni)
    • SOGNO di Lorenzo Brutti (psicologo e antropologo)
    • SONNO di Flavio Ermini (poeta e saggista)
    • STORIA di Giovanni Gocci (psicologo analitico.Docente presso l'Università di Siena, Arezzo e Urbino)
    • TELETRASPORTO di Lanfranco Belloni (ricercatore confermato di Fisica all'Università di Milano)
    • VACUITA' di Giulia Niccolai (poetessa e scrittrice)
    • VINCENT di Marco Zulberti (critico e poeta)

     

    POSTFAZIONE di Flavio Ermini